Valle d'Aosta
Sandwich con pane nero di segale, Gran Biscotto, fontina e mele caramellate
Benvenuti in Valle d’Aosta, dove il paesaggio si erge maestoso come le sue tradizioni culinarie. Scopriamo insieme le meraviglie che uniscono i campi a fondovalle ai pascoli d’alta quota, in un viaggio fra formaggi pregiati e gusti genuini.

Pane nero di segale
Un pane rustico e aromatico, dal gusto fragrante fra il dolce e l’acidulo…

per abbinarsi perfettamente agli aromi dolci e sublimi del Gran Biscotto…

Mele renette valdostane…
e al sapore fresco e vivace delle mele renette valdostane.

Approfondimenti sui territori, prodotti locali e abbinamenti realizzati con il supporto dell'Università di Scienze Gastronomiche.
La ricetta
Sandwich con pane nero di segale, Gran Biscotto, fontina e mele caramellate
Ingredienti:
- 4 fette di pane nero di segale
- 150 g di Gran Biscotto
- 60 g di Fontina DOP
- 1 mela renetta valdostana
- 4 rametti di timo fresco
- 1 cucchiaio di miele
- pepe

Procedimento:
Lava la mela, togli il torsolo e tagliala a fettine sottili. Metti le fettine in una padella con il miele e il timo fresco. Cuoci a fuoco basso per circa 4-5 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché le fette saranno caramellate e appassite poi lasciale raffreddare completamente.
Grattugia la fontina con la grattugia a fori larghi. Tosta le fette di pane nero di segale e disponine due su un tagliere. Aggiungi sopra la fontina, le mele caramellate e una macinata di pepe. Distribuisci il Gran Biscotto, guarnisci con qualche foglia di timo, poi chiudi con le altre fette per formare i sandwich.

Valle d'Aosta
Proprio come la sua geografia, il paesaggio alimentare valdostano si sviluppa in verticale.
Dalla valle alla vetta, cerealicoltura, allevamento e produzione casearia sono il filo che unisce le comunità al loro territorio.
Il tradizionale pane nero, infatti, nasce dalle coltivazioni di segale a fondovalle, mentre in quota i pascoli alpini producono latte per i pregiati formaggi d’alpeggio, come la famosa Fontina DOP. La monticazione, però, non arricchisce solo i formaggi: favorisce anche l’apicoltura nomade, creando un ecosistema unico e prezioso.